venerdì 28 settembre 2007

dei membri del Governo in Prefettura o in Confindustria
Come ogni anno - dichiara Luigi Di Napoli (http://luigidinapoli.blogspot.com/; http://giustiziaconcreta.splinder.com/ ), presidente dell’Associazione Tutela Utenti Servizi Bancari (e mail: a.gi.d.@virgilio.it - tel. 347 0028816) - si leggono in questi giorni le solite esortazioni rivolte dai soliti politici alle vittime di usura ed estorsione a denunziare i responsabili di delitti così gravi. Sia al Ministero dell’Interno che a quello della Giustizia si sono succeduti come sottosegretari Magistrati e Giuristi del Salento che non possono ignorare l’inefficacia dell’attuale legislazione in materia di repressione dell’usura e dell’estorsione e la copertura e l’impunità che la vigente legge fallimentare offre ai poteri forti ed alle loro iniziative estorsive. Sarebbe sufficiente - prosegue Luigi Di Napoli - leggere la relazione del Presidente del T.A.R. all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2007, per rendersi conto che con l’attuale normativa, nonostante i decreti di sospensione delle vendite e delle esecuzioni emessi dai Prefetti, sentiti i Presidenti dei Tribunali, si continuano a vendere i beni delle vittime che hanno avuto il coraggio di denunciare i loro aggressori ed a sbatterle fuori di casa. Col colpevole silenzio di alcuni magistrati che fingono di non capire le ragioni che alimentano la sfiducia dei cittadini nei loro confronti e quelle della diminuzione delle denunce. E col silenzio dei senatori Alfredo Mantovano ed Alberto Maritati, entrambi professionisti della materia perchè magistrati che, tra l’altro sono stati (Maritati, attualmente, é sottosegretario alla Giustizia) sottosegretari al Ministero dell’Interno. Ed entrambi hanno pubblicizzato sulla passerella della Prefettura di Lecce la legge antiracket. Che, o é inadeguata, o non viene applicata. Mentre sorridono compiaciuti usurai, estorsori, rappresentanti del mondo bancario e quella frangia di magistrati-affaristi, fortunatamente sempre più ridotta, che li protegge. Non vi é più tempo per chiacchiere e narcisistiche e dispendiose passerelle. E’ indifferibile e comunque necessario che intervengano con appropriate e ferme iniziative, entro la prossima settimana, sia il Prefetto quale organo periferico del Governo che i Parlamentari ed i Magistrati deputati all’accertamento ed alla verifica del rispetto della legge. E che Mantovano, Maritati e gli altri Parlamentari che non vogliono o non sono in grado di cambiare tale stato di cose - conclude Luigi Di Napoli - si dimettano prima di essere bocciati dall’elettorato e facciano spazio a persone - e ce ne sono tante - che potrebbero rappresentare disinteressatamente, senza condizionamenti e concretamente i bisogni dei più deboli e delle vittime di reati così gravi, oggi sprovviste di qualsivoglia, seria tutela.

giovedì 27 settembre 2007

UNA LOBBY DI UFFICIALI, MAGISTRATI E FACCENDIERI PREPARA UN ATTENTATO ALLA COSTITUZIONE
E' ormai indifferibile una concreta ed incisiva iniziativa del Presidente della Repubblica Napolitano, nella qualità di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura finalizzata a stroncare un insidioso attacco alla Costituzione ed alla democrazia mosso da un torbido asse che comprende alcuni membri delle forze dell'ordine e ben individuati magistrati che operano nei distretti di Corte d'Appello di Lecce, Potenza, Catanzaro e Salerno. E' compito del Presidente Napolitano impedire, col sostegno dei rappresentanti degli elettori, che il CSM disattenda il suo ruolo di controllo ed eserciti oltre ogni legittimo limite solo quello di protezione anche di magistrati indifendibili, come purtroppo, frequentemente, accade. Il Capo dello Stato non é un notaio ed ha il potere e l'obbligo di informare e mandare messaggi alle Camere anche quando constata che in alcuni organi prevale la difesa di interessi ed esigenze diversi da quelli della collettività. Tali poteri, a dire il vero, da oltre quindici anni non vengono esercitati, con evidente danno per l'immagine ed il corretto funzionamento della Giustizia. L'emergenza democratica ben più preoccupante di quella, certamente grave, evocata da Silvio Berlusconi e che non può essere costituita solo dalla pur inquietante vicenda Visco-Speciale, costituisce da tempo - dice Luigi Di Napoli, presidente del Movimento Giuristi Democratici - un serio problema trascurato sia dal suo governo che dalla compagine di Prodi. Con insabbiamenti e depistaggi operati da settori deviati della Guardia di Finanza, della Polizia e dei Carabinieri che disonorano ed insultano così la memoria di tanti appartenenti a quei corpi che col tributo del loro sangue hanno assicurato la tenuta dello stato democratico oltre che l'impegno di tanti altri agenti ed ufficiali che onestamente ed in silenzio, quotidianamente, servono la Nazione. Ho documentato e sono pronto a documentarlo anche al Capo dello Stato - prosegue Di Napoli - alla Guardia di Finanza, alla Polizia ed ai Carabinieri oltre che al sen. Castelli, all'epoca Ministro della Giustizia ed al Procuratore Generale della Cassazione, l'esistenza DI UNA LOBBY
DI MAGISTRATI, CRIMINALI E FACCENDIERI ed ho denunciato che in alcuni ambienti dei distretti delle Corti d’Appello di Salerno, Catanzaro, Lecce e Potenza emergono velleitari tentativi di eversione dell’ordine democratico diretti a mutare la Costituzione dello Stato con la provocatoria applicazione e legittimazione, contro gli antagonisti, di alcune misure - decisamente combattute dalla coscienza democratica del Paese - adottate nel 1926 e poi abrogate, quali la ricostituzione dei Tribunali Speciali, gli arresti illegali, le visite psichiatriche ed i sequestri definitivi, camuffati con fallimenti (finti e simulati) confezionati per intimidire, delegittimare e punire, privandole dei loro beni, le persone pericolose, quelle cioè scomode, con la lingua lunga e che contestano le deviazioni e le degenerazioni delle lobby tra criminali dai colletti bianchi, corporazioni e comitati d’affari. Non é successo niente. Tutto é restato come prima. Salvo l'uscita di scena del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Potenza, Galante che pesanti responsabilità, insieme ad altri magistrati ha nella copertura di tante degenerazioni e comitati d'affari. E' sembrato - conclude DI NAPOLI - che si sia avuta paura di avere coraggio, sia da parte del Governo Prodi che di quello precedente guidato da Berlusconi. Che sia prevalsa "l'opportunità" di non toccare i magistrati chiacchierati, di evitare l'approvazione di una seria legge che sanzioni e punisca i loro abusi e le loro porcate che mortificano il prestigio e l'entusiasmo dei magistrati onesti che fortunatamente, pure esistono e lottano per non farsi isolare dai colleghi coinvolti nei comitati d'affari. E' realistico credere che molti politici abbiano degli scheletri negli armadi ed abbiano paura di finire nel mirino di qualche Giudice e che pertanto, essendo sostanzialmente ricattati, non possano muoversi. Costoro devono fare un solo movimento. Andarsene. E consentire il rinnovamento auspicato anche dal Presidente della Repubblica ed il ricambio, una buona volta per sempre, con gente non ricattabile ed autonoma. E non avendo, la Nazione, bisogno di politici che non hanno il coraggio di chiedere l'intervento del Presidente della Repubblica anche per far luce sull'impunità concessa ad alcuni magistrati che velleitariamente tentano di scardinare lo Stato democratico, di annientare chi li critica e di usare la giurisdizione per favorire interessi privati.


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