giovedì 27 settembre 2007

UNA LOBBY DI UFFICIALI, MAGISTRATI E FACCENDIERI PREPARA UN ATTENTATO ALLA COSTITUZIONE
E' ormai indifferibile una concreta ed incisiva iniziativa del Presidente della Repubblica Napolitano, nella qualità di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura finalizzata a stroncare un insidioso attacco alla Costituzione ed alla democrazia mosso da un torbido asse che comprende alcuni membri delle forze dell'ordine e ben individuati magistrati che operano nei distretti di Corte d'Appello di Lecce, Potenza, Catanzaro e Salerno. E' compito del Presidente Napolitano impedire, col sostegno dei rappresentanti degli elettori, che il CSM disattenda il suo ruolo di controllo ed eserciti oltre ogni legittimo limite solo quello di protezione anche di magistrati indifendibili, come purtroppo, frequentemente, accade. Il Capo dello Stato non é un notaio ed ha il potere e l'obbligo di informare e mandare messaggi alle Camere anche quando constata che in alcuni organi prevale la difesa di interessi ed esigenze diversi da quelli della collettività. Tali poteri, a dire il vero, da oltre quindici anni non vengono esercitati, con evidente danno per l'immagine ed il corretto funzionamento della Giustizia. L'emergenza democratica ben più preoccupante di quella, certamente grave, evocata da Silvio Berlusconi e che non può essere costituita solo dalla pur inquietante vicenda Visco-Speciale, costituisce da tempo - dice Luigi Di Napoli, presidente del Movimento Giuristi Democratici - un serio problema trascurato sia dal suo governo che dalla compagine di Prodi. Con insabbiamenti e depistaggi operati da settori deviati della Guardia di Finanza, della Polizia e dei Carabinieri che disonorano ed insultano così la memoria di tanti appartenenti a quei corpi che col tributo del loro sangue hanno assicurato la tenuta dello stato democratico oltre che l'impegno di tanti altri agenti ed ufficiali che onestamente ed in silenzio, quotidianamente, servono la Nazione. Ho documentato e sono pronto a documentarlo anche al Capo dello Stato - prosegue Di Napoli - alla Guardia di Finanza, alla Polizia ed ai Carabinieri oltre che al sen. Castelli, all'epoca Ministro della Giustizia ed al Procuratore Generale della Cassazione, l'esistenza DI UNA LOBBY
DI MAGISTRATI, CRIMINALI E FACCENDIERI ed ho denunciato che in alcuni ambienti dei distretti delle Corti d’Appello di Salerno, Catanzaro, Lecce e Potenza emergono velleitari tentativi di eversione dell’ordine democratico diretti a mutare la Costituzione dello Stato con la provocatoria applicazione e legittimazione, contro gli antagonisti, di alcune misure - decisamente combattute dalla coscienza democratica del Paese - adottate nel 1926 e poi abrogate, quali la ricostituzione dei Tribunali Speciali, gli arresti illegali, le visite psichiatriche ed i sequestri definitivi, camuffati con fallimenti (finti e simulati) confezionati per intimidire, delegittimare e punire, privandole dei loro beni, le persone pericolose, quelle cioè scomode, con la lingua lunga e che contestano le deviazioni e le degenerazioni delle lobby tra criminali dai colletti bianchi, corporazioni e comitati d’affari. Non é successo niente. Tutto é restato come prima. Salvo l'uscita di scena del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Potenza, Galante che pesanti responsabilità, insieme ad altri magistrati ha nella copertura di tante degenerazioni e comitati d'affari. E' sembrato - conclude DI NAPOLI - che si sia avuta paura di avere coraggio, sia da parte del Governo Prodi che di quello precedente guidato da Berlusconi. Che sia prevalsa "l'opportunità" di non toccare i magistrati chiacchierati, di evitare l'approvazione di una seria legge che sanzioni e punisca i loro abusi e le loro porcate che mortificano il prestigio e l'entusiasmo dei magistrati onesti che fortunatamente, pure esistono e lottano per non farsi isolare dai colleghi coinvolti nei comitati d'affari. E' realistico credere che molti politici abbiano degli scheletri negli armadi ed abbiano paura di finire nel mirino di qualche Giudice e che pertanto, essendo sostanzialmente ricattati, non possano muoversi. Costoro devono fare un solo movimento. Andarsene. E consentire il rinnovamento auspicato anche dal Presidente della Repubblica ed il ricambio, una buona volta per sempre, con gente non ricattabile ed autonoma. E non avendo, la Nazione, bisogno di politici che non hanno il coraggio di chiedere l'intervento del Presidente della Repubblica anche per far luce sull'impunità concessa ad alcuni magistrati che velleitariamente tentano di scardinare lo Stato democratico, di annientare chi li critica e di usare la giurisdizione per favorire interessi privati.


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